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la formazione on demand

ancora appunti di post sparsi, che ogni volta me ne vengono in mente e poi mi lascio trasportare dagli eventi. 
Discussione in riunione, l'altro giorno. Stavamo analizzando il target di pubblico di una tv di nuova creazione, e nel discorso qualcuno parla della totale perdita di potere della tv tradizionale. Si discute della capacità dei ragazzi di andarsi a cercare i programmi interessanti. Un collega racconta la sua esperienza con la figlia diciottenne (lui ha scoperto un telefilm interessante, va a dirlo a lei, che lo guarda un po' perplessa e gli comunica che sì, lei lo conosce, ha già visto tutta la serie in lingua originale. Due anni fa  - se vi interessa, si tratta di Glee).
Un altro collega, attento esploratore di tendenze e di novità (per carattere e non solo per lavoro) ammette di aver parlato con adolescenti e di aver compreso che nonostante tutto lui è indietro di almeno un anno... insomma, le mode cambiano e gli adulti faticano a tenere il passo.

Nessuno pareva preoccupato da questa evoluzione della fruizione televisiva (e anche radiofonica, peraltro). Io invece ammetto che tutto questo "sapere a portata di mano, che si sceglie liberamente e si seleziona sulla base del gusto personale" mi preoccupa e non poco.
Tv tradizionalista: negativa, ok, ma anche educativa (fino a che non ha abdicato alla sua funzione educativa, certo). Radio: veicolo di trasmissione di una cultura comune, fatta anche di pensieri e argomenti che non sono i preferiti dell'ascoltante, ma che se vengono trasmessi in mezzo al resto si sopportano, perchè di pochi minuti si tratta.
Ma se invece io ho la possibilità di scegliere (e scelgo) solo quello che mi piace - mi interessa - mi cattura?
Correggetemi se sbaglio, ma la mia sensazione è che la formazione di chi va solo a gusto e a sentimento sarà più frammentaria, discontinua e meno omogenea di chi invece aveva alcune scelte libere e altre 'obbligate'.

Non so, temo fortemente che domani (e in alcuni casi già oggi) avremo giovani adulti molto ignoranti, e senza una visione d'insieme...

Commenti

Renata_ontanoverde ha detto…
Alcuni però si salvano, certo la massa come dici tu è priva di cultura e di educazione.

La TV guarda a cucina, quiz distribuisci soldi, show comici e reality perché la maggioranza del target ha una certa età e segue tutto questo. I giovani si conquistano con un dinamismo che non appartiene alle teste d'uovo...
PaolaClara ha detto…
Io ho fatto della cultura a soggetto libero la mia forza, anche se ammetto di aver perso molto so che non ho perso tempo continuando a ripetermi "che noia!".
Eppure lo so, io sono essenzialmente curiosa e ho interessi - o li ho avuti - estremamente variegati. Quindi sono fortunata, perché un minimo di "cultura generale" c'è. E' anche vero che ho sempre detestato gli obblighi e sentirmi dire cosa devo pensare, per cui non mi sono mai attaccata davvero a qualcosa, che fosse un pensiero, un modo di vedere o un argomento (vampiri a parte, ma so controllarmi - disse la vampirista anonima). O un guru, un idolo, un "mito".
Resta il fatto che io sono io e che per fortuna o purtroppo non sono l'unico modello disponibile di umanità... ;)

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