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incastri impossibili

L'organizzazione delle vacanze pianificate ma libere, leggere e flessibili, mi mette sempre in difficoltà. Non ho problemi a partire all'ultimo, raccattare quattro cose nello zaino e via, andare: ma mi è difficile pensare in anticipo a dove andare, cosa fare e come sfruttare al massimo i giorni che mi sono concessi.
Quest'anno ci sto provando: ho comprato un quaderno, un piccolo 'diario di bordo' dove segno tutte le cose interessanti che mi vengono in mente e che mi piacerebbe fare, prima che il turbinare dei pensieri le faccia sparire, soppiantate da necessità più urgenti - pressanti - rilevanti o chissàche.

Così mi sono accorta che manca una settimana alla partenza, e che mi mancavano alcuni fondamentali: ieri siamo andati a fare compere.
Il bottino di queste compere? Un paio di bermuda con i tasconi, da viaggio; un paio di pantaloni leggeri lunghi, un paio di sandali. In aggiunta, un camicione copricostume (del quale non sono affatto convinta, ma dopo millemila prove e il gruppo nettamente diviso tra "non ti sta bene" "a me piaceva" e viceversa non potevo permettermi di uscire senza niente) e un caftano leggero per i momenti di relax.
Stamattina invece sono arrivate a casa, dalla vendita on line, le due paia di scarpe numero 24 per il piccolo piedone e pare vadano molto bene - le vedrò stasera.

Ora però la mia smania di montagna sta raggiungendo livelli di guardia, e quindi credo prenoterò quattro giorni di ristoro post lago, magari sulle dolomiti... magari in un posto che si possa conquistare via treno, dove poter camminare e riprendersi. Settembre sarà difficilissimo.

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