Passa ai contenuti principali

incastri impossibili

L'organizzazione delle vacanze pianificate ma libere, leggere e flessibili, mi mette sempre in difficoltà. Non ho problemi a partire all'ultimo, raccattare quattro cose nello zaino e via, andare: ma mi è difficile pensare in anticipo a dove andare, cosa fare e come sfruttare al massimo i giorni che mi sono concessi.
Quest'anno ci sto provando: ho comprato un quaderno, un piccolo 'diario di bordo' dove segno tutte le cose interessanti che mi vengono in mente e che mi piacerebbe fare, prima che il turbinare dei pensieri le faccia sparire, soppiantate da necessità più urgenti - pressanti - rilevanti o chissàche.

Così mi sono accorta che manca una settimana alla partenza, e che mi mancavano alcuni fondamentali: ieri siamo andati a fare compere.
Il bottino di queste compere? Un paio di bermuda con i tasconi, da viaggio; un paio di pantaloni leggeri lunghi, un paio di sandali. In aggiunta, un camicione copricostume (del quale non sono affatto convinta, ma dopo millemila prove e il gruppo nettamente diviso tra "non ti sta bene" "a me piaceva" e viceversa non potevo permettermi di uscire senza niente) e un caftano leggero per i momenti di relax.
Stamattina invece sono arrivate a casa, dalla vendita on line, le due paia di scarpe numero 24 per il piccolo piedone e pare vadano molto bene - le vedrò stasera.

Ora però la mia smania di montagna sta raggiungendo livelli di guardia, e quindi credo prenoterò quattro giorni di ristoro post lago, magari sulle dolomiti... magari in un posto che si possa conquistare via treno, dove poter camminare e riprendersi. Settembre sarà difficilissimo.

Commenti

Post popolari in questo blog

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…

torino, mia bella

Tre giorni a Torino. Tre giorni di schizofrenia, a pensare 'voglio fortissimamente tornare a vivere qui' 'non voglio assolutamente vivere qui' in una alternanza degna di una altalena molto performante.
Tre giorni in cui mi sono accorta che per Carlo ci sarebbero molti più stimoli che in provincia, ma che mancherebbero molte altre cose che in provincia invece ci sono.
E insomma, sono passati 24 anni ma ancora non ho trovato la sintesi che mi fa dire 'meglio qui o meglio lì'. La sola risposta possibile, ancora, oggi, è 'non è meglio o peggio, è diverso'.

Solo che questo diverso, a volte, mi sembra un treno che è passato e sul quale non sono riuscita a salire.

Le cose belle del weekend sono decisamente molte:
i parenti sudafricani, con i quali si è spalancato un mondo dove il mondo è tutto vicino a casa; il festival 'Metti in piazza la cultura 2017', dove Carlo si è trovato vicino a un Carlo e a un Pietro nel realizzare gli esperimenti scientifici (…