Passa ai contenuti principali

le mie piante

Non so come, ma mi ritrovo sempre a prendermi cura delle piante, di casa e non. E anche ora, nonostante il mio pollice quasi nero, ho di nuovo piante da curare e fiori da trattar bene...
Ecco dunque ora la disposizione dei vasi in casa e fuori

In casa:
uno spataphillium che faceva fiori viola (ora non so, non è più fiorito) e che a quanto pare bivacca rigoglioso in cucina, di fianco alla lampada
un'orchidea omaggio dei miei genitori per un qualche compleanno, immemori del fatto che io non amo particolarmente le orchidee... Ora si è comodamente sistemata dentro un cestino oblungo, tenuta sollevata da una manciata di noci, dopo aver cappottato più volte per colpa del vaso leggero e delle foglie immense e pesanti. Anche qui, per ora, niente fiori (ma radici e foglie verdi e rigogliose)

sul pianerottolo, residuo della vita familiare con mio fratello:
un tronchetto della felicità - anzi, una dracena fragrans (costola del tronchetto principale, che mio fratello ha trasferito insieme ai mobili... A PROPOSITO, NON E' CHE QUALCUNO DEVE ANCORA PAGARE UNA SCOMMESSA, NO?... e che - il tronchetto principale - è arrivato a misurare due metri e trenta centimetri), piantato in un vasetto pellegrino. A quanto pare, la posizione gli aggrada perchè continua imperterrito a crescere
una variante, ovvero una dracena marginata, che anche lei si trova in perfetta armonia nello spazio pianerottolo, occupandone una buona parte. evabbè

e poi ci sono le piante che ho scelto e comprato io. Capitolo a parte: queste piante infatti hanno breve vita, di solito. Se sopravvivono ai miei maltrattamenti involontari, beh, allora possono entrare a pieno titolo nel manipolo delle sopravvissute...
Per ora il rosmarino e la lavanda, fieri acquisti di ottobre scorso, si sono brutalmente seccati al primo caldo. Ora sul terrazzo rimangono solo due piante grasse e nulla più (niente belle di notte, che sono andate nella casa nuova di mio fratello, niente aromatiche sul balcone killer esposto al sole 24 ore al giorno... o quasi.

Ma... ma: sui davanzali delle stanze maggiormente vissute della casa, ovvero il bagno e la camera da letto, campeggiano fiere alcuni vasi interessanti:
tre gerani (pardon, pelargoni): due rosso geranio, appunto, e uno rosa carico - con piccole striature bianche, insieme a un sedum palmeri (che poi  è la pianta succulenta che imperversa sul terrazzo, e che fiorisce di piccoli fiorellini gialli in primavera avanzata) sul davanzale della camera da letto
una profumatissima menta rotundifolia, due vasetti di basilico pungente (uno acquistato e uno arrivato di nascosto, tramite un seme che è caduto in un vasetto di solo terriccio) e una lussurreggiante verbena gialla, appena arrivata, che dà colore al davanzale del bagno.

adesso vedremo quanto riuscirò a farle durare. Certo è che queste piante, quelle dei davanzali, mi rappresentano di più dei loro predecessori... vedremo :)

Commenti

Renata_ontanoverde ha detto…
Per avere il pollice non-verde hai più piante di me, che ce l'ho, ma non ho lo spazio adatto, anzi quest'anno il mio pollice sembra diventare nero...

Quindi non è questione di pollice ma è trovare loro il punto giusto e di dar acqua alle piante di tanto in tanto :) sono loro che fanno il resto, quindi HAI SPERANZE!!! :)
monicabionda ha detto…
:D sì, in effetti..

Post popolari in questo blog

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…

torino, mia bella

Tre giorni a Torino. Tre giorni di schizofrenia, a pensare 'voglio fortissimamente tornare a vivere qui' 'non voglio assolutamente vivere qui' in una alternanza degna di una altalena molto performante.
Tre giorni in cui mi sono accorta che per Carlo ci sarebbero molti più stimoli che in provincia, ma che mancherebbero molte altre cose che in provincia invece ci sono.
E insomma, sono passati 24 anni ma ancora non ho trovato la sintesi che mi fa dire 'meglio qui o meglio lì'. La sola risposta possibile, ancora, oggi, è 'non è meglio o peggio, è diverso'.

Solo che questo diverso, a volte, mi sembra un treno che è passato e sul quale non sono riuscita a salire.

Le cose belle del weekend sono decisamente molte:
i parenti sudafricani, con i quali si è spalancato un mondo dove il mondo è tutto vicino a casa; il festival 'Metti in piazza la cultura 2017', dove Carlo si è trovato vicino a un Carlo e a un Pietro nel realizzare gli esperimenti scientifici (…