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appunti di post sparsi

Ho briciole di idee per i post, tutte emerse stamattina dai resti della colazione. Se non ne prendo nota, andranno perse come avanzi non considerati.
Ecco dunque.
Il piccoletto cresce a vista d'occhio, e si prepara per una adolescenza di notti dalle ore piccole e dagli spuntini agli orari più inverecondi: stamattina, dopo il consueto biberon di latte, è andato a casa dei nonni, ha aperto il frigo, trovato gli avanzi del suo pranzo di ieri (preparato da me: bistecca al burro già tagliata a bocconcini, e fusilli con zucchine), preso il piatto e spazzolato tutto quello che conteneva, senza batttere ciglio. La fame è fame.

I mobili: quando ero ragazzina, imbottita di immagini delle riviste chic di arredamento (il fatto che stessi per scrivere abbigliamento è un interessante lapsus), ero convinta che ciascuno scegliesse come e con cosa arredare la sua casa. Come se la casa fosse una sorta di tela bianca imbrattata dai colori e dagli stili della tua personalissima tavolozza del gusto.
Non consideravo le eredità, i mobili tramandati, i passaggi di case...
E invece. Tra nonni, e prozie, e case progressivamente più grandi con mobili progressivamente meno adatti, fino ad ora non ho ancora mai avuto il piacere di scegliere personalmente um mobile o uno stile "concreto" per ciascuno dei posti nei quali sono andata a vivere. Non ho mai avuto una tavolozza completamente libera o una tela completamente bianca, bensì tela parzialmente disegnata e colori obbligati: che non si piuò assecondare il proprio gusto ignorando quello che già esiste. E così, per esempio, la mia cucina non è moderna, no: non avrei potuto renderla moderna, considerando che si tratta di uno spazio comune e che in quello spazio ho mobili "tramandati", alcuni di valore e "storici".
Eppure forse a conti fatti il mio stile è un po' quello: una commistione di antico e moderno, colorato e neutro, pasticcio ed eleganza. Chissà :)

Il mare: non fa per me quel continuo andare e venire dalla spiaggia. Ma comincio ad apprezzarne i meriti, credo che ci tornerò ancora (è il primo anno che non rifuggo all'idea di prendere confidenza e familiarità con bagni, mare, acqua e spiaggia).

Sempre il piccoletto: sembra che stiamo entrando a pieno titolo nella fase dei capricci, che però fino ad ora è gestibSHHHH (non diciamolo forte). Ieri sera ha mostrato di essere perfettamente in grado di comprendere cosa significano certe frasi e certe parole, e ha ottenuto lo spruzzino perchè ha capito che avrebbe dovuto spruzzare solo le piante, e non se stesso. E poi lo ha perso perchè ha volutamente ignorato l'avvertimento"non spruzzare più il telo di plastica. Se lo fai ancora, dovrò portar via lo spruzzino. Guarda che è l'ultimo avvertimento" ---> appunto, spruzzata la plastica, portato via lo spruzzino, pianto e strepito. Ma se non riesco ad essere pacata e ferma sulle banalità, come potrò pretendere che mi ascolti sulle cose serie? E secondo me quella dello spruzzino è stata davvero una prova di "limite". 

Ancora lui: sta chiedendo a gran voce (a modo suo, visto che l'eloquio non è il suo forte) di non avere addosso il pannolino. E allora da ieri si fanno esperimenti... chissà. Per ora, a casa nostra, il riduttore vince (ovvero, non è più quell'oscuro mostro di qualche mese fa).

I capelli, gli aperitivi, la bicicletta, le amiche assenti e quelle presenti... ho ancora tanti argomenti...


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