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Considerazioni

Sto rivalutando l'importanza del quadernetto per appuntare quelle epifanie silenziose che di solito mi arrivano in autobus, quando ho smesso finalmente di pensare a tutto quel che va risolto in giornata e mi concedo un attimo di tregua, per riflettere su come affronto le incombenze quotidiane, o quelle di medio o lungo periodo.
 I pensieri sparsi di oggi
prima categoria - le cose da fare o che vorrei fare o che mi piacerebbe riuscire a fare (progetti concreti)
  • Ho intenzione di mettere in funzione la bicicletta di mia cognata (che lei non usa per paura, per pigrizia, per ... non so): certo, mi toccherà di alzare parecchio la sella, e non certo perchè io sono *così* alta, ma perchè al contrario lei teme moltissimo di cadere, andando in bici, e ha chiesto di poter toccare *bene* = e perciò pedala con le ginocchia in bocca. 
  • domani potremmo andare  al parco, a guardare gli animali. Ma non sono certa di riuscirci, temo molto l'incastro delle organizzazioni (mia, di mio fratello, di mio padre) che di solito portano a un nulla di fatto. 
  • domani, comunque, devo fare la spesa. E per fare la spesa devo decidere cosa mi piacerebbe mangiare in questi giorni. Ma per decidere cosa mangiare in questi giorni e non sprecare quello che già ho sarebbe meglio che io conoscessi il contenuto del mio frigorifero. Ma per conoscere il contenuto del mio frigorifero devo riuscire a mettermici di fronte almeno per 40... 30... 20 secondi basterebbero... 
seconda categoria - i pensieri senza controllo
  • ma guarda: adesso quando mi sveglio sono 'già' sveglia. Non ci metto i soliti 20 /25 minuti a riprendere contatto con il resto del mondo. Deve essere perchè la prima sveglia è alle sei, ed è in quel momento, sotto al piumone, che il cervello comincia a pianificare la giornata, a rendersi conto di quale galassia quale universo quale punto cardinale corrisponde alla mia posizione nello spazio. E conta anche il "nononono aaaa mam am" di sottofondo, credo. Sempre sorridente (gli incubi, di solito, arrivano nella prima parte della notte)
  • orecchie tappate, mondo ovattato... no, non mi piace. Preferisco essere consapevole, sentire, registrare e aver modo di riflettere, cercare una soluzione, capire quel che accade e quando è il caso semplicemente rimanere basita, così, con gli occhi aperti ma vuoti
  • la lettura di quei 15816 romanzetti rosa, da adolescente, e anche di molta parte di Jane Austen - lo ammetto, ha inciso a fuoco un paio di concetti nella mia testolina - allora - malleabile. Riassumibili in "Che ca**ata, rovinarsi la vita perché per orgoglio, incapacità di parlare, non aver voglia di fare la figuraccia ecc... non si osa dire quello che si prova davvero, quello che si vorrebbe davvero. Tutti innamorati e muti? Ma dai!" In effetti, io parlo parlo parlo... cerco sempre di non lasciare dubbi fraintendimenti malintesi. Non voglio arrivare alla fine della vita con rimpianti per "non aver detto" o "non aver capito prima"
  •  mi fa paura la rivoluzione epocale che stiamo attraversando. Tanto quanto mi fa paura la futura adolescenza di mio figlio.

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