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I SOGNI DI MONICA

I miei sogni stanno prendendo una deriva pulp.
L'altra notte ho sognato di avere una enorme e sanguinante ferita al capo, che però somigliava molto di più a quegli scorticoni che ci si provoca cadendo dalla bici - tutta rossa ed evidente, ma poco profonda e poco pericolosa soprattutto.
Mi guardavo perplessa allo specchio, accorgendomi della ferita, e la liquidavo dicendo "sì, però è chiaro che non è grave, ha già la crosta. fa lo stesso"
E me ne andavo un po' intontita ma non preoccupata.

(questo post sostituisce quello di racconto del weekend, che non ha raggiunto dignità di testo uniforme ed omogeneo, ed è rimasto a fare la muffa in tanti pezzetti di puzzle che mettevano insieme 
  • lo sguardo di Carlo che mi sorprende dietro la porta e mi dice "Babau!" con gli occhi scintillanti, 
  • la cioccolata calda e lo smarrimento di Fabrizio che mi vede correre dietro a un piccolo - non sapeva avessi un figlio e non è riuscito a dir nulla -
  • la cena con le luci basse e la cucina bella, cappa in legno e porta arancione
  • le preoccupazioni per il futuro, i discorsi su "la precarietà ormai è il nostro stile di vita dovremmo farcene una ragione e amen", gli inviti per il mare d'estate
  • il senso di vuoto e l'incapacità di consolare i genitori. l'importanza dell'essere adulti in tutti i sensi, e non solo quando fa comodo
  • altre divagazioni)

Commenti

Renata_ontanoverde ha detto…
sarà la luna, ma anchìio faccio sogni strani, non tanto pulp quanto catastrofici...;)

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