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Dunque... vero che non avevo voglia di rientrare al lavoro, ma non c'era bisogno di mobilitare la nevicata del secolo (è il caso di dirlo: il secolo è cominciato da una decina d'anni) solo per consentirmi di avere ancora una settimana a casa. Circa 60 centimetri di neve, treni bloccati - tutti - e percorso per raggiungere la scrivania decisamente accidentato, con paesi bloccati e zone dove la neve è arrivata a 1metro e 70 centimetri. Il lavoro mi aspetta e  si accumula, in ufficio: ma ancora per una manciata di giorni mi godo la casa e i ritmi strani ma assai piacevoli. E anche la neve, certo.

Questa notte ho inventato la mia prima fiaba breve, per un ascoltatore attento ed incantato. Ho scelto un folletto che per la sua folletta preferita voleva raccogliere il più bel trifoglio del prato. Alla fine le ha portato un quadrifoglio.

Ho sognato, anche, ieri notte. Un sogno minimal, rispetto a quelli a cui sono abituata.
Il frigo che traboccava di tagliatelle al sugo di pomodoro, tutte rigorosamente confezionate in porzioni singole da poter mangiare fuori casa - in ufficio per intenderci. Ma io detesto le cose riscaldate e digerisco poco il sugo di pomodoro, e nel sogno mi infuriavo nei confronti di chi aveva bellamente ignorato queste informazioni base (peraltro a lui note, nel sogno e nella realtà) preparandomi ugualmente chili e chili di tagliatelle da mangiare riscaldate.E lasciandoci senza scorte di cibo, peraltro.
Il sogno aveva anche qualche altro dettaglio che non ricordo, ora...

Commenti

PaolaClara ha detto…
In effetti la pasta scaldata... brrr!!! Quindi non ti preoccupare, se vuoi assoldare un killer nei sogni ed eliminare il cuoco al sugo di pomodoro (che anche a me, sia su pasta, riso e secondi piatti...), io ci sto. Mi metto il mio maglione a righe, il cappello bruciacchiato e il guanto affilato.
Gliele diamo noi le tagliatelle!!!
Inventrice di fiabe, anvedi le novità...

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