Passa ai contenuti principali

e non ho molto

O forse ho troppo da dire. Parole che si accavallano da una tastiera a un'altra, pensieri che scorrono a flusso continuo, cose che accadono ma che sono veloci e non si fermano. Alessandro, duenne figlio di una compagna di scuola storica, che si avvicina piano bussa sulla pancia e dice "Bimbo? Biimbooo!" sperando che qualcuno, dall'altra parte, risponda. Persone che mi scrivono per sapere come sto. Persone che sembrava si volessero scusare e invece più leggo e peggio è. Persone che nel marasma della preparazione del loro matrimonio si preoccupano di tenersi informati. Persone che mi invitano in giro, senza pretese per il piacere di stare insieme. Persone che vengono intervistate su La7 e io me le ritrovo davanti senza preavviso e - potere del social network - commentano nella pausa pubblicitaria :).
Persone spaventate ... anche io ogni tanto, posso?

Io che mi sento nel pallone, con mille cose da sistemare entro pochi giorni, con il diabete (sì, il diabete purtroppo) che è comparso improvvisamente sgradito ospite - e che spero se ne andrà altrettanto repentinamente. Io che mi spavento perchè i pensieri non si fermano ma continuano a correre veloci senza sedimentare mai.
Io... che per fortuna domani è venerdì. E sabato si festeggia: è Santa Monica.

Oroscopo della settimana tratto da qui come sempre
Va dove c’è il dramma, Sagittario, ma non il melodramma. Mettiti sulla strada del potere, ma non lasciarti distrarre da esibizioni di potere disumanizzanti o narcisistiche. 
Sei in una fase del tuo ciclo astrologico in cui hai l’obbligo di intensificare il tuo entusiasmo per la vita e di aumentare la tua capacità di lasciarti profondamente coinvolgere da quello che ti attrae. 

Ti invito a essere coraggioso quanto lo sei stato quella volta che hai vinto una grande paura e curioso quanto lo eri quando hai scoperto un grande segreto su te stesso. Per ottenere di più, non esitare a far capire chiaramente quello che ti interessa sul serio.

Commenti

Post popolari in questo blog

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…

torino, mia bella

Tre giorni a Torino. Tre giorni di schizofrenia, a pensare 'voglio fortissimamente tornare a vivere qui' 'non voglio assolutamente vivere qui' in una alternanza degna di una altalena molto performante.
Tre giorni in cui mi sono accorta che per Carlo ci sarebbero molti più stimoli che in provincia, ma che mancherebbero molte altre cose che in provincia invece ci sono.
E insomma, sono passati 24 anni ma ancora non ho trovato la sintesi che mi fa dire 'meglio qui o meglio lì'. La sola risposta possibile, ancora, oggi, è 'non è meglio o peggio, è diverso'.

Solo che questo diverso, a volte, mi sembra un treno che è passato e sul quale non sono riuscita a salire.

Le cose belle del weekend sono decisamente molte:
i parenti sudafricani, con i quali si è spalancato un mondo dove il mondo è tutto vicino a casa; il festival 'Metti in piazza la cultura 2017', dove Carlo si è trovato vicino a un Carlo e a un Pietro nel realizzare gli esperimenti scientifici (…