Passa ai contenuti principali

per niente facile

... uomini sempre un poco originali...

Consideravo in questi giorni che non è facile crescere.
Ho due cuginette, sorelle fra loro. La primogenita, 21 anni, capelli biondo scuro e occhi azzurro verdi, è una ragazza solare e brillante, sportiva ed entusiasta della vita. Ma è ingrassata, e poichè la genetica non la aiuta i pochi chili di troppo la fanno subito sembrare grassoccia e poco equilibrata. Ed è un peccato, perchè lei ne patisce e si sente poco bella e - soprattutto - poco attraente. Con tutte le conseguenze che un momento di crisi si porta con sè.
La secondogenita, 13 anni alta lunga e magrolina, ha (lei pure) capelli lunghi e biondo scuro su occhi azzurrissimi. Ma il suo patrimonio genetico viene per la maggior parte dalla nonna materna, e così lei è indiscutibilmente bella. Con il viso minuto e sveglio, gli occhi attenti e sognanti. E' meno allegra della sorella ma è altrettanto sportiva, e questo essere ammirata e ricercata la fa stare bene in mezzo agli altri. Lei quindi non ha l'impressione di una - sia pur parziale - esclusione sociale, ma patisce la mancanza della famiglia allargata che fu la fortuna di sua sorella quando era piccola. Allora, infatti, eravamo ancora tanti: la mia famiglia, i nonni (ora morti entrambi) e la nonna bis (ovvero la mia meravigliosa nonna Ottavia). E anche, per dire, i custodi della casa di collina, che allora avevano un bimbo della stessa età della primogenita, e i cuginetti che allora di tanto in tanto andavano in collina per passare la giornata in compagnia. Insomma, un mondo familiare e pieno di persone che la secondogenita non ha avuto, intorno, e di cui oggi sente la mancanza e da cui oggi si sente esclusa.

Ho passato alcune ore con entrambe, lo scorso weekend. Ho pensato che mi spiace essere lontana, e che spero di compensare con quel che mi aspetta di qui a poco.

Commenti

Post popolari in questo blog

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…

torino, mia bella

Tre giorni a Torino. Tre giorni di schizofrenia, a pensare 'voglio fortissimamente tornare a vivere qui' 'non voglio assolutamente vivere qui' in una alternanza degna di una altalena molto performante.
Tre giorni in cui mi sono accorta che per Carlo ci sarebbero molti più stimoli che in provincia, ma che mancherebbero molte altre cose che in provincia invece ci sono.
E insomma, sono passati 24 anni ma ancora non ho trovato la sintesi che mi fa dire 'meglio qui o meglio lì'. La sola risposta possibile, ancora, oggi, è 'non è meglio o peggio, è diverso'.

Solo che questo diverso, a volte, mi sembra un treno che è passato e sul quale non sono riuscita a salire.

Le cose belle del weekend sono decisamente molte:
i parenti sudafricani, con i quali si è spalancato un mondo dove il mondo è tutto vicino a casa; il festival 'Metti in piazza la cultura 2017', dove Carlo si è trovato vicino a un Carlo e a un Pietro nel realizzare gli esperimenti scientifici (…