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Le gambe, in questa insolita estate, si gonfiano come palloncini, e camminare mi riesce complicato. Però ho una piccola fortuna: andare in pisicina è sempre stato per me un toccasana.

La piscina sa di casa, di posto familiare, di borsa preparata al volo ma senza dimenticare niente.
Sa di giornate di scuola che finivano in acqua, sa di tuffi e di gare, di esercizi e di musica.
Di fatica, sempre e comunque, ma una fatica riposante, una fatica che non portava con sé un carico di stress, anche quando significava superare il proprio limite e avere l'impressione di aver appaltato i polmoni al tizio dall'altra parte della vasca.
La piscina sa anche di piccoli trucchi per la sopravvivenza quotidiana (imparare a intuire le lancette dell'orologio grande, quando la vista non ha più supportato la mia capacità di rubare l'orario nel mezzo secondo di sollevamento della testa per il respiro tra una bracciata e un'altra); sa di capricci della mia amica Manuela  - che io non ho mai compreso fino in fondo - e di abilità che mi lasciavano a bocca aperta (come quelle di Alain e Donald Miranda - il primo, mio compagno di classe; il secondo, suo fratello, che in effetti da grande dimostrò proprio di avere capacità da campionati mondiali).

La piscina è un posto che non frequento più da tanto: sono troppo talpa per riuscire a vedere senza occhiali, e tutto il traffico 'occhialini graduati' 'lenti usa e getta' e simili mi sembra un traffico, appunto.
Ma quest'estate mi sono arresa, e ho deciso che per vincere il caldo la piscina sarebbe stata mia alleata.
  • Prima la piscina vicino a casa: costo molto contenuto, servizi essenziali, sole, acqua, bambini e adulti vocianti... ma anche una meravigliosa e silenziosa piscina al coperto dove fare allenamento volendo. La temperatura dell'acqua, intorno ai 27 gradi, era per me l'ideale.
  • Poi, questo weekend, la piscina termale vicino a casa di un'amica. Costo non contenuto, ma offerta varia e 'tutelata', con tanto di medico che dalla tua seconda apparizione nella struttura ti impone un controllo generale, per garantire che non ci siano problemi.

E così abbiamo nuoticchiato nella piscina calda - per me, 32 gradi sono tanti, anche se in una struttura termale sono la norma, percorso il percorso "grand Canyon" (isolotti con idromassaggio e acqua che vorticava velocemente, ad ogni isolotto più veloce, con effetto massaggio e relax attivo), fatto l'ingresso traumatico delle gambe nella vasca a 12 gradi (praticamente, infilarsi nel ghiaccio sarebbe stata la medesima cosa... ). Io mi sono financo lasciata tentare dalla mezz'ora di acquaticità con l'istruttrice. E poi le chiacchiere e il silenzio da relax...

Tutto bello. Le terme sono belle, per un po'... Ma la piscina, quella spartana, quella della mia infanzia, quella in cui nuotare e scaricare le tensioni, è un'altra cosa.

Commenti

PaolaClara ha detto…
Tu pensa... io mai amato la piscina in vita mia. Piuttosto il mare, un tempo, o l'idromassaggio gelato in un campeggio qualche lustro fa...

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