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delle giornate

odio quando ho cose da scrivere e poi non le scrivo perchè mi sembra diventino, sulla 'carta virtuale' dello schermo, molto più definitive di quel che sono, ovvero uno sfogo.
Non scrivo, allora.
Ma non mi piace.
Non scrivo perchè so che tra un'ora, o due, o al primo accenno di qualcos'altro queste cose che vorrei mettere giù saranno scomparse, fagocitate da altri pensieri e da altre corse e da altre fatiche. Perchè, in fondo, non sono importanti.

Non mi posso distrarre oggi. Ho tanto, troppo da fare. Avrei bisogno di valvole di sfogo che difficilmente troverò nel corso della giornata. Avrei voluto un mercoledì doppio per arrivare a far tutto, e invece no, mannaggia, è già giovedì. Anzi, il mio mercoledì è durato anche meno del previsto:


alle 22.30 ero già nel letto, praticamente tra le braccia di Morfeo...
Ah, buongiorno :)

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E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

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E insomma, sono passati 24 anni ma ancora non ho trovato la sintesi che mi fa dire 'meglio qui o meglio lì'. La sola risposta possibile, ancora, oggi, è 'non è meglio o peggio, è diverso'.

Solo che questo diverso, a volte, mi sembra un treno che è passato e sul quale non sono riuscita a salire.

Le cose belle del weekend sono decisamente molte:
i parenti sudafricani, con i quali si è spalancato un mondo dove il mondo è tutto vicino a casa; il festival 'Metti in piazza la cultura 2017', dove Carlo si è trovato vicino a un Carlo e a un Pietro nel realizzare gli esperimenti scientifici (…