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ci provo. Ci provo spesso, a scrivere in modo regolare. Davvero. Ma poi succede che....
[...] omissis, perché a rileggere erano tutte scuse.

Di questi giorni posso dire che sono stata
a Milano e
a Torino e
a Milano e
a casa (no, questa è una bugia: a casa non ci sono stata affatto).

Posso raccontare del ragazzino esausto di rientro dalla sua prima gara nazionale di scherma. Lui era bellissimo, fiero e soddisfatto e sereno, consapevole di aver vissuto una cosa bella e di averla fatta al meglio delle sue possibilità. La sua mamma era altrettanto serena e soddisfatta. Il ragazzino si è addormentato in treno, appena prima di me, e quando io sono scesa - dopo tre ore di viaggio - ancora dormiva, del sonno dei giusti.
Posso anche ricordare che ho passato una bella giornata di lavoro con persone in gamba e divertenti, che usano la testa - qualità rara - e commentano con cognizione di causa le cose che accadono. E' un vero peccato che ci incontriamo così di rado: sto seriamente meditando una gita ligure, prima o poi, per farmi accompagnare in giro da Alice (una di queste belle persone) e raccontarci ancora un po' l'una dell'altra.
Posso anche aggiungere di aver cenato con una coppia in rodaggio - bella ma ancora in assestamento - e di aver portato una compagna di viaggio alla scoperta dei 'miei' posti preferiti (il mercato della Crocetta, tanto per cominciare, il caffè Crocetta, per continuare, il parco davanti al Politecnico, per chiudere la mattina). E posso dire di aver passato del tempo seduta su un prato a parlare e parlare e parlare - e a spezzare legnetti, che è una piccola mania che mi rilassa, a volte - e a cercare di mettere ordine, salvo poi correre come una forsennata per recuperare quel che avevo dimenticato di comprare - o non trovato, nei giri precedenti.
Posso tenere strette le prime fragole della stagione, mangiate di corsa in una giornata assolata, appena comprate al mercato - e le seconde, gustate con il gelato alla vaniglia per colazione, che hanno dato il via ufficiale alla primavera, quella bella, fatta di domeniche luminose dopo notti riposanti e risvegli belli che cominciano con 'beate le donne'. (sì, vabbè, anche fatta di allergie potenti e di giramenti di testa, ma sono dettagli).

Ma adesso le giornate si accorciano: e porca miseria, una settimana è troppo poco...
Nei prossimi giorni è vero che ufficialmente non andrò in trasferta, ma temo proprio che sarà un delirio... 

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