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Poesia

L'ho ritrovata ieri: mi era stata assegnata al saggio del primo anno della scuola di teatro, e la so ancora tutta a memoria. Ogni volta mi entra dentro e suona e arrivano i brividi...

Son troppo solo nel mondo:
ma non così solo, ch'io giunga
a celebrare come un rito
ogni ora.

Son troppo misero al mondo:
ma non così misero, Dio,
ch'io possa starti dinanzi
come una cosa, raccolta
nella sua buia saggezza.

Io voglio la mia volontà
e accompagnarla per vie
che guidino all'atto il volere.
E voglio nei giorni inquieti,

ricolmi d'incerti presagi,
quando maturan gli eventi,
esser tra quelli che sanno.
Io voglio specchiarti in me stesso,
per quanto sei grande, mio Dio!
Non esser mai cieco
né farmi mai vecchio
per contener nello specchio
il peso
dell'immagine tua
vacillante.
Io voglio dispiegarmi!
Se mi ravvolgo e  mi chiudo
mentisco l'essenza mia stessa.

Io voglio descrivermi a te,
come una cosa guardata
a lungo e da presso;
come una parola compresa;
come la brocca mia d'ogni giorno;
come il volto materno;
come una nave,
che m'abbia recato attraverso
bufere mortali.

Rainer Maria Rilke - da Il libro d'ore

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