Passa ai contenuti principali
Mancano due settimane a Natale, e io ancora non sono entrata nel 'mood'.
Eppure in ufficio sto per cominciare gli impacchettamenti di Natale.
A casa, ancora nulla. E forse mio fratello ed io non metteremo nulla. Nulla... beh, magari due decorazioni alla finestra: ma per il resto come potremmo mettere, nel caos che regna abbastanza sovrano, un qualsiasi oggetto natalizio, dall'albero al presepe alla ghirlanda sulla porta? Si perderebbe inascoltato...

Però la scaffalatura - libreria formato ridotto è montata, e stasera affronterò l'improbo compito di riempirla in modo sensato. Lasciando al buonsenso il compito di selezionare quello che inesorabilmente andrà al macero, quello che si merita una sosta in cantina, quello che salirà agli onori dello scaffale e quello che - addirittura - è stato promosso a 'libro da libreria seria'.
Il tutto alla luce del lampadario appena montato. Manca solo l'interruttore (come cavolo si chiama) a diffusione di luminosità - quello con la rotella.


E poi ci sono chicche sparse: come la bellissima cena di sabato, estremamente alcolica e succulenta (di quelle cene che mi fanno pensare che ho ancora tanta strada da fare prima di imparare davvero... ). Con i suggerimenti di cucina: dopo
il branzino con le patate e
la pasta con radicchio e uvetta (mangiati da Chiara), tra gli esperimenti inserisco anche
il codone al forno,
le patate (che non sarò mai in grado di rifare, mi sa) e
i fagottini di mela e marmellata...

Intanto c'è chi sogna - ho sognato ancora, pure io, sì: E qui tuona e grandina. Dovrebbero saperlo, ai piani alti, che non è tempo di grandine ma di neve... glielo potete spiegare voi, che a me non danno retta?

Commenti

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

#quellavoltache*

Non è stata una volta sola, come tutte, come tutti. Ce ne sono tre che ricordo meglio delle altre.

La prima è stata a 12 anni, ed è stata #quellavoltache ho subito maggiormente il trauma. Perché ero in vacanza, perché di quell'adulto mi fidavo, perché era parte di un contesto protetto (della bocciofila dove mio nonno passava la giornata, in vacanza, e dove tutti passavamo almeno qualche ora). Dovevo andare dalla bocciofila alla casa della mia amica, oltre la pineta, era sera e questo signore mi ha accompagnata un pezzo. Mi ha palpeggiata: avevo già il seno (era dai 10 anni che si era sviluppata quella parte della mia anatomia); ha tentato di baciarmi. Io mi sono spaventata moltissimo ma non sarei riuscita a scappare, ero impietrita, lui mi ha chiesto di non dirlo a nessuno. Il giorno dopo non volevo entrare in bocciofila, mia madre mi ha chiesto e io le ho raccontato tutto (piangendo): non mi hanno più lasciata entrare in quel posto da sola, e dopo pochi giorni è finita la stagion…

Inizio di ottobre, chiusura di un ciclo

Due giorni che valgono mille. In attesa di mettere ordine, almeno prendo nota. Sabato 30 è stata la festa di compleanno di Andrea, l'amico da sempre. 50 anni. Una  bella, bellissima festa con oltre 100 persone. Una festa che è durata dal pomeriggio alla notte, con gente da tutta Italia, e balli e musica e bambini e vecchi amici.
Domenica 1 ottobre è stato l'arrivo di Francesca, casuale ospite molto gradita che è stata inserita suo malgrado in un turbine di eventi. È stata la messa di commiato di don Ivo, il saluto dopo 31 anni in parrocchia, la commozione, i canti... il fastidio per le stesse vecchie dinamiche che sarebbero da scardinare a calcioni (e don Ivo lo sa bene) ma che vengono quasi esibite al suono della frase più odiata "noi siam fatti così!".
È stato l'arrivare in parrocchia come quella prima volta ad ottobre 1993 ed essere ricevuta come allora dalla stessa persona (sorridente, stavolta a differenza di allora).
È stata, domenica, la corsa in ospedale …