Passa ai contenuti principali

Cene, delitti e altre amenità

Ci siete mai andati a una cena con delitto?
Io sì, ieri sera, con la medesima compagnia che mi propose questa- qualche tempo fa.
Una compagnia un po' strana, fatta di persone diverse da me, con cui ho in comune davvero solo la passione per certi giochi di società (io, dopo un po', mi annoio. Loro invece sono fanatici, tanto da andare ad Essen alla Fiera del Gioco, ogni anno).

Stavolta a mettere in scena il delitto erano tre attori professionisti. Una sorpresa, vera: perchè due di loro sono vecchie conoscenze.
Con uno di loro in particolare (lui) ho recitato pochi anni dopo aver lasciato Torino. Rimane una delle persone più brillanti che io ricordi, legate a quell'esperienza - maligno e cattivo, sì, ma molto brillante.

Mi sono divertita, ieri sera, ho riso molto e mangiato un po' (capitemi, eravamo alla Festa dell'Avis, non in un ristorante vero).
Ho parlato a lungo con l'attore amico - che ho trovato in splendida forma, va detto. Lo ricordavo un po' imbolsito da un lavoro che lo appesantiva: e in effetti mi ha confermato che quel lavoro è abbandonato al suo destino, mentre lui ha scelto di fare l'attore per davvero. Non so se rende, so per certo che si diverte e che è migliorato molto, rispetto a come lo ricordavo io. Conta di sicuro anche la vicinanza della donna giusta, la stessa da dieci anni. Sono davvero contenta per lui.
Ah, e contenta anche per noi: abbiamo vinto il primo premio!
Mi sarebbe piaciuto che ci fosse qualcuno, con me, perchè tendo a voler condividere le cose che faccio con le persone a cui tengo.

Commenti

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…