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e va bene

Adesso basta cincischiare. E' da giorni che aspetto di scrivere IL post, quello delle vacanze. E poi accade sempre qualcosa, che mi ferma. In questo momento, per esempio, mi sento addosso l'impotenza infastidita di chi è lontano. Forse è un buon momento per scrivere.

Delle vacanze appena concluse (benchè ci siano piccoli strascichi, ancora, questa settimana, puntate al mare e chiacchiere centellinate con le amiche vecchie e nuove) posso dire che mi hanno riconciliata con il mondo. Sono state belle, dense, ricche e piene. Ci sono stati momenti di sovraccarico, come è normale che sia, e momenti di assoluta bellezza, attimi di nostalgia e scintille di pienezza. Insomma, sono stati "vita".

La Francia mi accoglie ogni volta come se fosse casa, una casa un po' trascurata ma che non mi dimentico, un posto familiare dove so come muovermi (e ancora una volta, come sempre, penso di essere un po' codarda, nello scegliere sempre quello che già conosco, che mi sento in grado di affrontare perchè mi è affine, noto, familiare).
Andare senza un piano definito nei dettagli, posso confermarlo una volta di più, mi aiuta a lasciarmi sorprendere dal bello che arriva.

Siamo partite in due il 4 agosto e siamo rientrate dopo una settimana esatta, attraversando Annecy e Chambery, nel cuore della piovosa Savoia (io pensavo che fosse un momento, e invece no: pare che - soprattutto a Chambery - l'inclemenza del tempo sia una costante).

Annecy, di notte: la fortezza
Dalla Savoia siamo passate nel cuore della Borgogna del Sud fino a Cluny, fulcro del monachesimo occidentale; abbiamo scoperto come un dono imprevisto che il nostro albergo era a pochi passi da Taizé - guarda soprattutto la foto numero 8- , il centro del monachesimo occidentale moderno interconfessionale, luogo amico di Bose e della sua comunità, luogo di passaggio e di sosta, di preghiera e di canto.

Mi spiego meglio. Una delle mie perplessità vacanziere era "riuscirò ad affrontare tutto il prossimo anno senza infilare nemmeno una due-giorni di riflessione e silenzio?". Visto che dal 2003 è diventata per me un'abitudine, quella di fermarmi a pensare un po', temevo sarebbe stato complesso affrontare il 2010/2011 senza questa piccola carica. E invece ecco, la carica è arrivata da sola, senza cercarla, grazie a un bellissimo posto a costo quasi nullo, a una felice combinazione di giorni (il fine settimana è il momento migliore per capitare in un monastero) e a una altrettanto felice combinazione di orari (le preghiere alle otto del mattino e alle otto di sera non hanno interferito in modo pesante con il programma delle nostre giornate). Così io ho avuto la mia sosta, e la mia compagna di viaggio ha avuto il suo momento di riposo, senza che una delle due dovesse rinunciare a qualcosa d'altro...

Bourg en Bresse, Macon, Beaune: tutti posti speciali, ciascuno a modo suo. Ma non ho molto da dire. E' stata più l'atmosfera che non il posto in sé, a lasciarmi il senso di pace e di energia che mi sento addosso da quando sono tornata.
A Beaune, per esempio, merita una visita questo posto:


 ... (continua)

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