Passa ai contenuti principali
Io non so bene cosa mi accade. Ho il cuore stretto, i crampi allo stomaco, la sensazione che tutto sia - ancora - in movimento. Come se stessi aspettando qualcosa di bellissimo che sta per arrivare ma che ancora non c'è.
L'ansia da primo appuntamento senza un primo appuntamento.
Gli occhi brillanti e l'aria perplessa di chi non sa bene cosa aspettare, ma è pronta a credere che andrà tutto bene, molto bene.

Ho ripreso quella capacità che ha fatto dire a qualcuno "tu ispiri attaccabottoneria, sappilo!".
Ho chiacchierato con baristi, receptionist, tassisti, scoprendo da ciascuno un pezzetto di vita.
Ho ricevuto sorrisi e gentilezze, accoglienze luminose da colleghi e un improvvisato titolo di miss, detto da chi ormai mi è collega e amico da anni (quasi sei, accidenti, non me ne ero accorta!).
Ho girato Roma, ho capito come si organizzano le vacanze in quindici minuti - vorrei esserne capace anche io, un po' di leggerezza aiuta sempre, e la conversazione apparente e senza scopo anche.
"Se il mondo fosse governato dai segni d'aria, a quest'ora saremmo tutti liberi da ogni male, leggeri a far l'amore in ogni dove, a piedi scalzi e ubriachi di felicità", mi si dice. Senza arrivare a tanto, credo che questa estate meriti un po' di pizzicorini, ecco.

Intanto, ho comprato un vestito. Nero e rosso, con i fiori, da signorina. Un po' anni Cinquanta, un po' orientale, con il colletto alla coreana.
Ora un pizzico di coraggio, va indossato, quel vestito!

Commenti

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

#quellavoltache*

Non è stata una volta sola, come tutte, come tutti. Ce ne sono tre che ricordo meglio delle altre.

La prima è stata a 12 anni, ed è stata #quellavoltache ho subito maggiormente il trauma. Perché ero in vacanza, perché di quell'adulto mi fidavo, perché era parte di un contesto protetto (della bocciofila dove mio nonno passava la giornata, in vacanza, e dove tutti passavamo almeno qualche ora). Dovevo andare dalla bocciofila alla casa della mia amica, oltre la pineta, era sera e questo signore mi ha accompagnata un pezzo. Mi ha palpeggiata: avevo già il seno (era dai 10 anni che si era sviluppata quella parte della mia anatomia); ha tentato di baciarmi. Io mi sono spaventata moltissimo ma non sarei riuscita a scappare, ero impietrita, lui mi ha chiesto di non dirlo a nessuno. Il giorno dopo non volevo entrare in bocciofila, mia madre mi ha chiesto e io le ho raccontato tutto (piangendo): non mi hanno più lasciata entrare in quel posto da sola, e dopo pochi giorni è finita la stagion…

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…