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Io non so bene cosa mi accade. Ho il cuore stretto, i crampi allo stomaco, la sensazione che tutto sia - ancora - in movimento. Come se stessi aspettando qualcosa di bellissimo che sta per arrivare ma che ancora non c'è.
L'ansia da primo appuntamento senza un primo appuntamento.
Gli occhi brillanti e l'aria perplessa di chi non sa bene cosa aspettare, ma è pronta a credere che andrà tutto bene, molto bene.

Ho ripreso quella capacità che ha fatto dire a qualcuno "tu ispiri attaccabottoneria, sappilo!".
Ho chiacchierato con baristi, receptionist, tassisti, scoprendo da ciascuno un pezzetto di vita.
Ho ricevuto sorrisi e gentilezze, accoglienze luminose da colleghi e un improvvisato titolo di miss, detto da chi ormai mi è collega e amico da anni (quasi sei, accidenti, non me ne ero accorta!).
Ho girato Roma, ho capito come si organizzano le vacanze in quindici minuti - vorrei esserne capace anche io, un po' di leggerezza aiuta sempre, e la conversazione apparente e senza scopo anche.
"Se il mondo fosse governato dai segni d'aria, a quest'ora saremmo tutti liberi da ogni male, leggeri a far l'amore in ogni dove, a piedi scalzi e ubriachi di felicità", mi si dice. Senza arrivare a tanto, credo che questa estate meriti un po' di pizzicorini, ecco.

Intanto, ho comprato un vestito. Nero e rosso, con i fiori, da signorina. Un po' anni Cinquanta, un po' orientale, con il colletto alla coreana.
Ora un pizzico di coraggio, va indossato, quel vestito!

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