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attese

scrivo o non scrivo? tempo sospeso e balordo. In attesa di persone in ritardo. Non posso cominciare un nuovo lavoro, lo dovrei interrompere a metà - o meno - e poi chi lo riprende più?
Non posso - o non voglio - concentrarmi su un post sensato, che avrebbe bisogno di logica e calma e pensiero e tanto lo so che lo dovrei interrompere a metà e poi chi lo riprende più?
Ieri sera, seduta sul tavolo, in terrazza al buio a guardare le stelle e a prendere il fresco, vestita della mia camiciola bianca nuova, che fa molto "mare" e che lascia passare l'aria, mi sono sentita bene. La mia casa nuova ed io stiamo facendo amicizia.

Però il caldo non lascia dormire - ho spento la luce all'una.
E ciò nonostante, stasera ho deciso, non ci sono santi che tengano nè sedie mancanti che mi scoraggino: si mette il vestito nuovo.

Sempre che io riesca ad arrivare a chiudere la cerniera sulla schiena...

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una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
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#quellavoltache*

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di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
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