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Polvere e pioggia, pioggia e polvere. Caratteristica peculiare di questi giorni qui, che contemplano una 'gita' torinese desiderata, necessaria ma molto emotivamente impegnativa; un lavoro milanese full immersion (non sono più abituata); una mamma convalescente.

Torino è sempre bellissima
Gli amici - pochi ma buoni - sono un'oasi di ristoro, questa volta raggiunta per un compleanno. Peccato che le ore a disposizione non possano moltiplicarsi all'infinito - anche stavolta ho dovuto scegliere, chi avvisare e chi no, chi incontrare e chi no.

La missione impossibile di questa gita piemontese è stata quella di ricostruire rapporti compromessi tra adulti e adolescenti, con il maggior problema dalla parte degli adulti (perchè un adolescente rimane comunque tale, una persona in costruzione, e non è possibile addossargli tutte le responsabilità. Non è una persona facile, è vero, ma l'adulto sei tu, non lui!). Del resto, nonostante la mia mamma fosse in ospedale, mi è stato chiesto a chiare lettere di andare, raggiungere nonna e nipote per aiutare la nonna (secondo me è da aiutare il nipote, ma tant'è).

La sensazione prevalente, che rimane a traccia di questi giorni è che non riuscire ad essere in dieci posti contemporaneamente mi manda in blocco. E mi sembra di non avere risorse per nessuno.

La dolce sorpresa è stata il ristorante del compleanno, Il Conte Verde a Rivoli, dove abbiamo mangiato benissimo e dove ho fatto la conoscenza della mousse di liquirizia e viola, imprevedibile e deliziosa.

L'altra sorpresa piacevole non si può raccontare, ma ha degnamente chiuso il weekend.

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