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Domenica di maggio

La voglia di scrivere si è rarefatta, in questi giorni di frenesia. E' anche più complicato trovare i pochi minuti necessari a mettere ordine tra i pensieri prima di trasferirli su video, o su carta, o chissà.
Così, se dovessi dire cosa mi rimane di questa settimana passata tutta di corsa, risponderei il caldo. Il caldo improvviso, anelato da molti e arrivato tutto insieme. Il caldo che affatica, estenua, svuota.

E' stata una settimana azzurra e gialla. 
Di sole e di cielo limpido, preavviso d'estate.
Una settimana di impegni, di quelli che scivolano via e non mi lasciano nemmeno il tempo di sentirmi sola. Eppure ho l'impressione di aver parlato poco, detto poco, comunicato poco - il che per me equivale all'esser sola, ecco.
Intanto: giovedì sera Torino, venerdì sera Milano, sabato matrimonio dell'amica Emilia. Nel mezzo, lavoro, lavoro e ancora lavoro. Un convegno, venerdì, tanto per gradire: un convegno organizzato da noi, non uno di quelli a cui partecipi - impegnativi anche in quel caso, certo, ma meno faticosi. Lunedì trasloco dei genitori. Solo a pensarci, mi sento un po' frullata...

Commenti

cantoediscanto ha detto…
Hai dimenticato qualcosa tra gli impegni... ;)
monicabionda ha detto…
e infatti alla fine non ce l'ho fatta, tra gli impegni, a inserire anche quello...

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una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
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Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
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