Passa ai contenuti principali
Mal di testa. Da ieri sera sento il mal di testa che mi sale dalle spalle e mi imprigiona lo sguardo in una gabbia.

Ieri è stata la fiera del contrattempo. Sorvolando sul treno perso per un soffio, e sulla borsa che ho rischiato di lasciare in treno - per fortuna un signore gentile ha richiamato la mia attenzione, passiamo al resto.
Arrivo a casa trafelata, appena in tempo per portare a spasso il cane ululante dietro la porta, e scopro che mio fratello ha chiuso tutto il portone, compresa la serratura di cui non ho la chiave.
Peccato che lui sia al lavoro e che io sia senza macchina. E che il cane continui ad ululare, di là dalla porta.
Siccome però ieri era la giornata del signore gentile, il parrucchiere sotto casa - ancora rintanato, alle otto di sera, a far conti e sistemare asciugamani - mi ha accompagnata fino al posto di lavoro di mio fratello e ritorno. Per farmi sentire meno in colpa, mi ha anche propinato la scusa che "devo ancora sistemare, non preoccuparti. E se ti capita di nuovo non farti scrupoli, me lo dici e ti presto la macchina!". Insomma, andiamo, prendo la chiave mancante, torniamo. Lui torna ai suoi conteggi e io recupero la bestia piangente.

Giro a rotta di collo, poi di nuovo a casa: nel frattempo il telefono mi suona sette volte sette, e torno a casa consapevole dell'assoluta mancanza di cibo e della contestuale mancanza di voglia di dedicarmi alla cucina. Ma il cane reclama: cuocio il pollo e la pasta per lui, scaldo la pasta avanzata per me. Mi chiamano i miei, poi mio fratello, poi un'amica per questioni organizzative.

Il tutto mentre la bestia piangente, finito il suo pasto, spera di elemosinare parte del mio...

Non la voglio più, una giornata come ieri.

Ps: però ho comprato la guida agli itinerari francesi ;-)

Commenti

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

#quellavoltache*

Non è stata una volta sola, come tutte, come tutti. Ce ne sono tre che ricordo meglio delle altre.

La prima è stata a 12 anni, ed è stata #quellavoltache ho subito maggiormente il trauma. Perché ero in vacanza, perché di quell'adulto mi fidavo, perché era parte di un contesto protetto (della bocciofila dove mio nonno passava la giornata, in vacanza, e dove tutti passavamo almeno qualche ora). Dovevo andare dalla bocciofila alla casa della mia amica, oltre la pineta, era sera e questo signore mi ha accompagnata un pezzo. Mi ha palpeggiata: avevo già il seno (era dai 10 anni che si era sviluppata quella parte della mia anatomia); ha tentato di baciarmi. Io mi sono spaventata moltissimo ma non sarei riuscita a scappare, ero impietrita, lui mi ha chiesto di non dirlo a nessuno. Il giorno dopo non volevo entrare in bocciofila, mia madre mi ha chiesto e io le ho raccontato tutto (piangendo): non mi hanno più lasciata entrare in quel posto da sola, e dopo pochi giorni è finita la stagion…

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…