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un insolito 8 marzo

Ieri era il compleanno di mia madre. E' stato anche il giorno del funerale della nonna Ottavia, sua madre. Il giorno della chiusura di un ciclo di vita durato ben più di una vita.
Ieri ho rivisto le persone della mia infanzia, e mi sono accorta dopo, molto dopo, che ho talmente interiorizzato il modo di essere di mia madre da diventare io per prima collante tra tutte queste persone che sono state un tempo la mia famiglia allargata e lo saranno sempre. Persone delle quali magari non ricordo più il nome (come Gianmario - nome scoperto, ovviamente, dopo - cugino di secondo grado di mia madre e di non so quale grado per me) ma il cui viso è talmente impresso nella mia memoria da farmi andare verso di lui come se ci fossimo salutati ieri e non più di venticinque anni fa.
Ieri ho capito che il testimone è passato a me. Che mia madre è diventata, definitivamente, una nonna (senza nipoti, ma è provvisorio, credo) e che è il mio turno.

Nonna, adesso sarò io a "fare le signore", e ad accogliere le persone a casa mia per il piacere di incontrarsi, offrendo loro "una buona tazza di té".
Da parole sante, signora mia

Commenti

Alessandra Elle ha detto…
Mi hai fatto piangere, sai?
In questa foto della tua noni, che non ricordo avessi mai postato prima, si nota quanto hai preso da lei - l'espressione, il sorriso e -posso ricordarmene?- anche quel modo di incrociare le braccia che non esclude, ma sancisce.
Ti ammiro per come hai fatto di questo vostro -momentaneo- distacco un punto di forza, una forza che ti viene anche da lei, senza dubbio, per quello che ti ha dato e per quello che ti ha insegnato, ma che io ho sempre intravisto dentro di te molto chiaramente. I nonni ci danno tanto, le nonne soprattutto. Sai quanto io ami la mia Corni e temo quel giorno che purtroppo prima o poi verrà, ma oggi mi hai fatto capire che l'importante è anche quello che rimane, quello che abbiamo dato e abbiamo preso facendo rimanere parte di loro in noi.

Scusa se anche in un momento come questo uso "solo" un blog. Ma così ci siamo parlate la prima volta e così rimane per me il modo più intimo - lo so, è un paradosso pazzesco, ma dolce, spero.

Ti voglio bene.
a.
monicabionda ha detto…
alessandra... grazie :-)
davvero - in questi casi mi commuovo e mi imbarazzo e non so che dire.
Del resto, che io oggi sia un po' "schizofrenica" è abbastanza evidente.
Baci grandi
Agnese ha detto…
........sospirone............
Capobelsky ha detto…
Rientriamo solo oggi e...non abbiamo molte parole. Se non che ti siamo vicini e che la nonna nella foto doveva essere davvero molto simile a te una sessantina di anni fa...
Un abbraccio.

emanuele&laura

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