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sognare: il teatro

Nella casistica dei miei sogni strampalati, posso aggiungerne un altro. Quello di stanotte.
Ho sognato il teatro, tanto teatro. Era teatrale l'ambientazione (un grande circolo al primo piano del teatro comunale), appartenevano a quel mondo le persone che ho visto nel sogno (ex compagni di scuola di recitazione, e addirittura il mio collega storico, ufficio stampa del teatro). Era legato al teatro anche l'argomento del sogno: una serie di incontri - conferenze stampa - convegni organizzati appunto dal mio collega, di sera: Una specie di incontri con gli autori, ai quali io sono stata invitata come giornalista e "persona nota".
Una roba chic, insomma.
Così arrivo, in queste grandi sale dal pavimento di legno scricchiolante, lucido e familiare a un tempo. Le luci soffuse, il collega storico che mi accoglie molto (no, dico, molto) contento di vedermi. Mi chiede di aspettare per tutto il tempo delle presentazioni, e di andare poi con lui - con loro (ma non ho capito bene chi sono, i loro) - a cena. Sarà tardi, però. Posso aspettare? Certo, posso.
Devo solo cambiarmi le scarpe, dico.
(chissà perchè poi... )

Comunque, mi dicono: Certo, vai con lei (signora giovane, bionda e cicciottella, di nero vestita e di boccoli adornata) perchè le tue scarpe sono nell'ufficio - chiuso a chiave, identico nella forma e nello stile all'ufficio nel quale la collega dell'amministrazione si chiudeva, ai tempi degli spettacoli, per fare il conto dell'incasso e pagare la compagnia. Le scarpe che mi aspettano in ufficio sono quelle francesine con il tacco alto, quelle che mi stanno molto bene, con i lacci. Le mie scarpe, comode ma femminili, alte ma adatte per camminare.

Io sono solo con le calze (perchè? altro mistero) e per arrivare nell'ufficio devo superare un corridoio col pavimento di legno ... allagato. Scorre acqua sul pavimento, inclinato verso di me:  non posso certo bagnarmi i piedi, sennò poi come farò ad indossare le scarpe?
E allora trovo una soluzione immediata: saltello da una parte all'altra, passando sì lungo il corridoio, ma evitando l'acqua. E finalmente riesco ad entrare e mi siedo su un divanetto francese di velluto bordeaux per infilarmi le scarpe.

Le ho infilate davvero? questo non si sa: il risveglio ha concluso il sogno...

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