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Giornata di anticipo di primavera, anche in ufficio dove le voci si sono improvvisamente alzate di tono.
Venerdì, ultimo giorno della settimana lavorativa, ultimo momento per recuperare la catasta delle cose da fare della settimana, per arrancare dietro alle montagne di piccoli contrattempi rincorsi e mai raggiunti.

La lettura di Erri De Luca mi entra sottopelle, mi trasforma, cadenza il mio passo e il mio pensiero. Invidio chi ha avuto la costanza di prepararsi alla corsa, e penso che è tempo di costanza anche per me, tempo di scelte da perseguire a passo cadenzato e lieve, tempo di libertà abbarbicata all’esistenza.
Non più tempo di scivolare via.
Eppure queste scelte cadenzate e ostinate mi faranno lieve, più lieve di prima e più ricca, di persona che si porta in giro il suo amore e tutto quello che ha ricevuto nella vita. Ho voglia di vacanze, di incontrare persone di mantenere questo sguardo allegro e scanzonato senza perdere la serietà ma colorandola di arcobaleno.

Commenti

cinas ha detto…
bello Erri. forse si ripete un po', utlimamente, non trovi?
monicabionda ha detto…
forse sì... e infatti sto leggendo Il Contrario di uno. E in libreria ho Montediddio e Tre Cavalli ;-)
Ciao, cinas! E' un piacere rileggerti
ciccio ha detto…
adoro erri :)

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