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Di considerazioni varie, serie e meno serie

Preparatevi: post lungo

Oggi la mia testa vaga, spaccata a metà. Manca una settimana al voto, e ancora non ho capito quale scelta potrà esprimere meglio il disgusto, la rabbia, il nervoso che mi prendono a sentire questo modo disgustoso (non c'è altro termine) di calpestio della dignità altrui, di arroganza del potere, da bulli diperiferia che pensano che ripetendo sempre le stesse frasi non ti accorgerai che non ti offrono le risposte.
E così io, cattolica critica e in ricerca, non so più. Non so più come reagire nei confronti di queste guide che non guidano, e che si dimostrano peggiori degli altri. Non so più cosa dire di fronte alle ipocrisie del potere. Di ogni potere.

E se una volta rimanevo ammutolita, adesso mi indigno, mi infiammo. Con un timore: di avere "L'indignazione alla coque, tre minuti e via, è pasasta" come ha detto Luciana Littizzetto nella scorsa puntata di Che tempo che fa.
Cosa mi fa paura? I giornalisti che non possono più informare, l'asservimento al potere, l'acquiescenza di una buona fetta di pubblico e la mancanza del coraggio - anzi, la scarsità di buonsenso - da parte di chi potrebbe fermare questo scempio, e non lo fa.

Sono angosciata, sì. Non voglio vivere in un mondo che calpesta i diritti fondamentali, spacciandoli per capricci, e fa l'interesse del singolo propugnandolo come bene per tutti. Non lo voglio questo mondo governato da un piazzista capriccioso. Voglio poter cambiare le cose, come ho cambiato l'articolo approvato oggi.
"L'attacco non ha senso, è da cambiare"
"Cambiamo il nome e ringraziamo?"
"Sì: non è la soluzione che avevo proposto io, ma salva la sostanza delle cose: mi sta bene".

Ecco. Voglio salvare la sostanza delle cose. Chi mi aiuta a capire con quale forma?
(vi suggerisco due letture belle, per oggi: le opinioni di Massimo Gramellini su La Stampa, e di Concita de Gregorio su L'Unità)

Commenti

Capobelsky ha detto…
Grazie dei link cara. Avevo letto la Concita ma avevo perso Gramellini. Begli articoli entrambi. Ciao.
emanuele

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