Passa ai contenuti principali

40 anni e non sentirli - o sentirli troppo

Torno da un'altra cena delle elementari con un pizzico di amaro in bocca. Solo un pizzico.
Eravamo pochi, come al solito - un po' per volontà e un po' no.
Una notizia bella, subito, per cominciare la serata: qualcuno diventerà papà a giugno (e lo ha detto con gli occhi brillanti, ammettendo che anche l'altra volta lo sapeva, ma non era sicuro di poterlo già dire).Qualcuno, amiche pettegole...
Una piccola perplessità, per compensare: l'altro compagno che fa il brillante, il giovane, il sicuro di sè e spiega come il trucco sia quello di non sentirli, i quarant'anni, e lui del resto ha l'impressione di essere uscito ieri dal liceo, e in fondo non siamo tanto vecchi, no? e poi sì, lui è padre ma si è sempre comportato da fratello maggiore con suo figlio, e del resto hai visto, non ha perso nemmeno un capello e i suoi sono ancora tutti biondi, come quando era piccolo: in fondo gli dicono tutti che suo figlio è la sua fotocopia (sì, glielo abbiamo detto anche noi, ed è vero).
Ah, sì, convive - ma per fortuna lei ha smesso di rompere con questa cosa del matrimonio, l'unico momento critico è stato dopo la nascita del bambino...
Poi, finalmente, si è scollegato l'uomo di mondo ed è emerso il bambino che era (e che a me interessava).

E' stato un lampo, peraltro.
Chiedeva i cognomi di tutti per memorizzare foto - numero di telefono - email sul suo nuovo telefonino ipertecnologico. A me niente, nessuna richiesta: sguardo perplesso di tutti, lui diventa immediatamente rosso e dice "No, ecco, il suo è l'unico cognome che ricordo bene.... non so perchè"

Commenti

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

#quellavoltache*

Non è stata una volta sola, come tutte, come tutti. Ce ne sono tre che ricordo meglio delle altre.

La prima è stata a 12 anni, ed è stata #quellavoltache ho subito maggiormente il trauma. Perché ero in vacanza, perché di quell'adulto mi fidavo, perché era parte di un contesto protetto (della bocciofila dove mio nonno passava la giornata, in vacanza, e dove tutti passavamo almeno qualche ora). Dovevo andare dalla bocciofila alla casa della mia amica, oltre la pineta, era sera e questo signore mi ha accompagnata un pezzo. Mi ha palpeggiata: avevo già il seno (era dai 10 anni che si era sviluppata quella parte della mia anatomia); ha tentato di baciarmi. Io mi sono spaventata moltissimo ma non sarei riuscita a scappare, ero impietrita, lui mi ha chiesto di non dirlo a nessuno. Il giorno dopo non volevo entrare in bocciofila, mia madre mi ha chiesto e io le ho raccontato tutto (piangendo): non mi hanno più lasciata entrare in quel posto da sola, e dopo pochi giorni è finita la stagion…

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…