Passa ai contenuti principali
Il solito oroscopo della settimana per il Sagittario...
Il choctaw, una delle lingue dei nativi americani, ha due forme verbali per il passato.
Una serve per parlare di eventi di cui abbiamo avuto esperienza diretta.
L’altra per riportare informazioni di seconda mano di cui non vogliamo assumerci la responsabilità.

In un mondo perfetto, la prossima settimana voi Sagittari sareste in grado di inserire questa prospettiva in tutto quello che comunicate. In altre parole, sapreste sempre distinguere le verità indiscutibili da quelle presunte. Secondo la mia analisi dei presagi astrali, questo vi garantirebbe il potere di influire sui ritmi della vita per farli scorrere in vostro favore.

Il rumore di sottofondo in ufficio è quello classico del venerdì pomeriggio, quando tutto ti rotola addosso e cerchi di non farti sopraffare dalla valanga.

Ho voglia di neve - lo so, sono malata - e pare che a Milano mi abbiano sentita, viste le condizioni del tempo.
Ho le dita incrociate per chi dovrebbe riuscire a rientrare a Washington a godersi la bianca nevicata storica.
Ho le dita incrociate per me, che devo ricordarmi un compleanno (è domani, e da sempre ho il dubbio che sia oggi, e invece è domani e mi devo ricordare, domani, che è domani... )
Ho le dita incrociate per quella raccomandata che è arrivata e devo andare a ritirare domattina prima di partire. Che non siano notizie brutte...
Ho mal di schiena... mal di stomaco... mal di pensieri, ecco la verità.
Ma sto procedendo con le farfalle sulla tela, che hanno cominciato a volare alcuni anni fa e che finalmente sono quasi concluse. Parlo di punto croce, su una grande tovaglia bianca. Mi si dice che sono talentuosa, per questi lavori (ricamo, maglia e simili). Mi piacerebbe approfondire, ma la maestra ideale è lontana.

Commenti

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

#quellavoltache*

Non è stata una volta sola, come tutte, come tutti. Ce ne sono tre che ricordo meglio delle altre.

La prima è stata a 12 anni, ed è stata #quellavoltache ho subito maggiormente il trauma. Perché ero in vacanza, perché di quell'adulto mi fidavo, perché era parte di un contesto protetto (della bocciofila dove mio nonno passava la giornata, in vacanza, e dove tutti passavamo almeno qualche ora). Dovevo andare dalla bocciofila alla casa della mia amica, oltre la pineta, era sera e questo signore mi ha accompagnata un pezzo. Mi ha palpeggiata: avevo già il seno (era dai 10 anni che si era sviluppata quella parte della mia anatomia); ha tentato di baciarmi. Io mi sono spaventata moltissimo ma non sarei riuscita a scappare, ero impietrita, lui mi ha chiesto di non dirlo a nessuno. Il giorno dopo non volevo entrare in bocciofila, mia madre mi ha chiesto e io le ho raccontato tutto (piangendo): non mi hanno più lasciata entrare in quel posto da sola, e dopo pochi giorni è finita la stagion…

Inizio di ottobre, chiusura di un ciclo

Due giorni che valgono mille. In attesa di mettere ordine, almeno prendo nota. Sabato 30 è stata la festa di compleanno di Andrea, l'amico da sempre. 50 anni. Una  bella, bellissima festa con oltre 100 persone. Una festa che è durata dal pomeriggio alla notte, con gente da tutta Italia, e balli e musica e bambini e vecchi amici.
Domenica 1 ottobre è stato l'arrivo di Francesca, casuale ospite molto gradita che è stata inserita suo malgrado in un turbine di eventi. È stata la messa di commiato di don Ivo, il saluto dopo 31 anni in parrocchia, la commozione, i canti... il fastidio per le stesse vecchie dinamiche che sarebbero da scardinare a calcioni (e don Ivo lo sa bene) ma che vengono quasi esibite al suono della frase più odiata "noi siam fatti così!".
È stato l'arrivare in parrocchia come quella prima volta ad ottobre 1993 ed essere ricevuta come allora dalla stessa persona (sorridente, stavolta a differenza di allora).
È stata, domenica, la corsa in ospedale …