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e così, signore e signori, senza -quasi- batter ciglio siamo già a un solo passo dalla fine della settimana.

A un paio di giorni dal compleanno di un'amica, che ormai conosco da più di un anno e non mi sembra quasi vero. A un battito di ciglia dalla firma dal notaio (sarà per mercoledì prossimo).


Una giornata molto fruttuosa, ieri: due agenzie incontrate, una riunione fatta, una serata di chiacchiere tante e di conoscenza. Avrei voglia di farlo ancora, un 'post-lavoro' così, con ciascuno di quelli che ho conosciuto a inizio mese: pezzetti di serata per conoscersi meglio, per dare forma a sè con le parole, per imparare a definirsi e a dare il nome alle cose.
Che poi quello del dare il nome alle cose (dove con cose si intendono le emozioni e tutto quanto non rientra nel vasto campo della razionalità) è sempre stato un mio problema. Come se parlando - a volte troppo, a volte a sproposito - si sfrangiassero i contorni di una bella immagine, si sporcassero, si rendessero troppo nitide e immutabili situazioni in divenire.

Già è tempo di oroscopo (il solito, of course)
Il gioco in cui sei invischiato ha raggiunto un punto critico, o lo raggiungerà presto. Ti consiglio di chiedere una pausa. Se non è possibile, nasconditi per un po’ o dì agli altri giocatori che devi assentarti perché è arrivato il momento della tua evasione purificatrice. Durante la pausa, libera il tuo cervello da tutto quello che lo ingombra per avere una visione più chiara della tua strategia. Ti suggerisco anche di chiedere il parere di un osservatore intelligente e imparziale. Se tutto va bene, entro dieci giorni sarai abbastanza rinvigorito da gettarti nuovamente nella mischia.

Commenti

le bohémien ha detto…
Lo leggo anch'io sempre, signora mia :)
E dare il nome alle cose non è mai stato il mio forte...mai...
PaolaClara ha detto…
Più che un nome alle cose io dò un'immagine, una scena di film, o un passaggio di canzone.
Mi viene più facile, perché un nome solo non le rende del tutto...
Ma, si sa, sò strana.

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