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Ma guarda. E’ da lunedì che non scrivo.
E’ stata in effetti una settimana molto impegnativa, per il lavoro e per la casa.
Milano, i certificatori in ufficio, Valdobbiadene e la presentazione di un progetto alla stampa – per il lavoro; la fine dell’anno con tutto l’irrisolto che si porta dietro e che nonostante la nostra lotta che dura ormai da un anno pieno non sembra avere sbocco, la nonna che è stata di nuovo male, la mamma partita di fretta per Torino e il Natale che sta arrivando – per la vita privata.

Mi nutro di piccole cose.

E mi sorprendo a progettare nel piccolo, per quel che so non verrà disatteso:
  • i biscotti di prova, per il Natale (stasera);
  • un cuscino – per cominciare, ma saranno di più se riesco – per i divani color panna. Ricamato con le mie mani e sotto l’abile supervisione della zia Maurilia, maga indiscussa del ricamo a qualunque punto;
  • una videointervista da realizzare con Alessandro, il cugino adolescente in conflitto con i genitori, stile ‘giornata della memoria’ con la nonna Ottavia che ci parla di come lei ha vissuto la guerra: quella in Italia, nelle campagne con tre bambine piccole, ma anche quella di indipendenza in Congo, con la fuga in Sudafrica e mia madre che – 18enne – lavorava per la Croce Rossa come interprete. Obiettivo di questa intervista: postarla su www.memoro.org.
Non oso progettare viaggi, incontri, relazioni (Ci sarebbe Milano, lunedì, per diletto)
Anche se mi frulla in testa da un po’ un festeggiamento come si deve del mio compleanno, quest’anno, il sabato prima di Natale, a Torino. Con gli amici nuovi e quelli che arrivano da in fondo al cuore. Nel posto che rappresenta la mia radice profondissima e indiscutibile.

L’anno scorso avevo abbandonato i festeggiamenti di Natale.
Una bolla, di angoscia e di pianto, di dolorosissima crescita e di tanto amore comunque: così ricordo quel tempo.
L'anno prima, il 12 dicembre, è morta la zia Germana. Comincio a capire perchè sono timorosa nel pensare il Natale come un tempo bello e ricco... viste le esperienze recenti.
A proposito di ricordo, vorrei fissare in memoria la definizione che ho sentito ieri per radio e che tanto ha fatto discutere in macchina, durante il viaggio di ritorno:
Il ricordo è una sintesi proteica (Praticamente una bistecca?)

Commenti

monicabionda ha detto…
devo ricordarmi di seguire l'ominodipanpepato.blogspot.com

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