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aprire gli occhi

Da tre giorni non faccio che raccontare la mia esperienza a Bose. Sono racconti su richiesta: addirittura ieri sera sono uscita con un'amica che si è organizzata per vedermi e sentire come ho vissuto quell'esperienza, cos'è Bose, come sono stata, come sono loro, cosa mi hanno detto-trasmesso-dato ecc.

Parlare (o raccontare) aiuta a comprendere.

Ieri la serata è stata bella densa, piena e ricca. Una serata che non si può certo ripetere tutte le settimane, ma che ci siamo ripromesse ripeteremo prima di Natale - e non sembra, ma praticamente siamo già a Natale ;-)

Spunti vari di riflessione, annotati come su un quaderno (che sia chiaro, tutti spunti affrontati in modo concreto e reale, spunti che partono da situazioni di vita personale - anche se come riflessioni sono annotate impersonalmente):
  • un genitore che non è più 'mentalmente a posto' - per malattie nervose o altro (qui si parla di disturbo bipolare controllato con psicofarmaci) è comunque un genitore. Ma qual è il confine tra accoglierlo comunque, come genitore e come persona, e il non farsene travolgere? Come spiegare che la persona non è la sua intelligenza, ma qualcosa di più?

    Sottoinsieme: un bambino che ancora si definisce per le sue funzioni primarie - e quindi, nella tua concezione, non è 'ancora' intelligente - è una persona o no? Come spiegare che hai di fronte una persona vera, completa anche se ancora in formazione? e del resto, in modi diversi, non siamo sempre tutti in formazione, fino alla fine della vita?
  • Il problema della memoria che ci definisce: chi non ricorda il suo passato - o brandelli del suo passato - non è più lui/lei?
  • A cosa serve andare e stare in periferie urbane degradate, portando un modello diverso di comportamento, se l'andare e stare - nel caso specifico - è limitato a poco tempo (una settimana)? Perchè lo si fa?
  • L'importanza di essere - e non di fare per
  • Il legame tra fratelli, il perdono, l'accettazione dell'altro indipendentemente dal tuo ruolo di educatore di terzi: accetti gli altri non per chi ti è affidato, ma per te stesso. E se non riesci, ci lavorerai, forse... ?
  • L'handicap accolto se 'dalla nascita', non accettato altrimenti...
L'incoerenza dell'essere cristiani...

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