Passa ai contenuti principali

Miscellanea confusa

Domani Enzo Bianchi riceverà a Santo Stefano Belbo il premio Cesare Pavese per il suo ultimo libro, Il pane di ieri. Lo ha saputo nella settimana in cui ero su a Bose: l’ho visto contento davvero per questo riconoscimento.

Sto producendo quasi a ciclo continuo sacchetti di lavanda per profumare la biancheria. Di lino o cotone leggero, creati con gli scampoli di tessuto avanzati per casa (grandi teli africani colorati, pezzetti di camicia a righe, un vecchio paio di pantaloni di lino grezzo sempre a righe) e riempiti con la lavanda gentilmente offerta dall’amica P., che l’ha raccolta nella casa di campagna, questo lavoro manuale semplice è l’occupazione rilassante per eccellenza in queste sere di fine estate.
Anzi, accetto prenotazioni: se a qualcuno interessano due – tre sacchettini, gliene posso dare.
E se volete, potete perfino dirmi se preferite il ‘sacchetto’, chiuso con fiocchetto di tessuto in tinta, o se preferite il cuscino piccolo cucito per intero.

Ho al polso un braccialetto tintinnante ricevuto in regalo (niente di che, solo una strana mescolanza di colore e plastica argentata): mi fa una strana compagnia, e anche se non mi corrisponde troppo oggi non mi dispiace tenerlo. E’ azzurro, scintilla: mi ricorda che ogni tanto essere frivola non guasta.

Ci sono anche cose non frivole, che accadono in questi giorni:

  • la visita a un appartamento divertente ma non adatto (però era molto divertente, con la scala a chiocciola e le camere mansardate);
  • il mio amico gatto certosino grigio, e la nuova amica gatta nera che addirittura si mette a pancia all’aria in mezzo al prato, pur di ottenere i grattini;
  • l’amica – vera – che mi racconta della settimana di servizio a Scampia con tutti gli annessi e connessi (e con la sua paura grande di essere diventata indifferente, con il cuore freddo);
  • la cugina che da novembre sarà a Londra, per vivere…

Settembre, novello capodanno. Chissà.

Commenti

cinas ha detto…
bella Bose.
ci andavo spesso in biciletta, una volta, anche se la salita era duretta.
monicabionda ha detto…
bella Bose, sì.
io ho intenzione di tornarci. :-)

Post popolari in questo blog

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…

torino, mia bella

Tre giorni a Torino. Tre giorni di schizofrenia, a pensare 'voglio fortissimamente tornare a vivere qui' 'non voglio assolutamente vivere qui' in una alternanza degna di una altalena molto performante.
Tre giorni in cui mi sono accorta che per Carlo ci sarebbero molti più stimoli che in provincia, ma che mancherebbero molte altre cose che in provincia invece ci sono.
E insomma, sono passati 24 anni ma ancora non ho trovato la sintesi che mi fa dire 'meglio qui o meglio lì'. La sola risposta possibile, ancora, oggi, è 'non è meglio o peggio, è diverso'.

Solo che questo diverso, a volte, mi sembra un treno che è passato e sul quale non sono riuscita a salire.

Le cose belle del weekend sono decisamente molte:
i parenti sudafricani, con i quali si è spalancato un mondo dove il mondo è tutto vicino a casa; il festival 'Metti in piazza la cultura 2017', dove Carlo si è trovato vicino a un Carlo e a un Pietro nel realizzare gli esperimenti scientifici (…