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milano, 34 gradi alle nove di sera

Giornata campale quella di ieri - e la facciamo cominciare la sera prima.
Arrivata a To*rino alle dieci e mezza di sera, mi sono fatta mezz'ora in taxi ad ascoltare in piemontese (rispondere no, non sono tanto in grado, ma capire sì, il dialetto parlato dagli altri mi piace un sacco) e poi un'altra ora a raccontare io, con la nonna che è rimasta alzata proprio per ascoltarmi.

Mattina, la sveglia alle sei e mezza, in città per le sette e mezza.
Tutta la mattina tra una visita e l'altra, il pranzo con un amico in procinto di partire, l'ultima visita che si è conclusa alle quattro e mezza del pomeriggio.
L'acquisto da Intimissimi, il cammino verso la stazione, il treno.
Che arriva in ritardo a Mi*lano.
E che mi fa perdere la coincidenza.
Così ho preso un Intercity notturno per Lecce, che si è fermato all'una di notte non nella mia città, ma in una città vicina.
Fortuna che un'anima buona è venuta a prendermi.

Questa la cronaca.

Per le considerazioni invece:

  • sono una persona socievole, e l'ho imparato dalla nonna, mi sa. Quando ero piccola (tre-quattro anni) lei ed io giocavamo alle signore - ovvero prendevamo una tazza di tè chiacchierando e raccontandoci cose varie.
  • l'amico in procinto di partire per la Spagna - anzi, che ormai è già arrivato in Spagna - non è in grado di mettersi in modalità tranquilla. In un'ora abbiamo mangiato, preso un caffè, girato per la città sotto il sole cocente, come se avessimo avuto entrambi appuntamenti fondamentali. Io sono il tipo invece che si gode il presente, l'hic et nunc, e penso che non mi sarebbe dispiaciuto mangiare pensando solo a mangiare (e non al caffè che veniva dopo) e prendere il caffè pensando solo al caffè (e non a percorrere via Nizza a piedi). Chicca del pomeriggio: abbiamo rischiato di andar via senza pagare i caffè.
  • la commessa - o la proprietaria, non so - del negozio Intim*issimi è stata professionale e seria. Mi ha raccontato pro e contro di quel che volevo comprare: la sua serietà che evidenziava anche i difetti del prodotto mi ha convinto di più del prodotto stesso. Acquisto fatto.
  • da italiani spesso ci comportiamo da veri arroganti, ma altre volte siamo inspiegabilmente timorosi e ci vergognamo a chiedere quel che è nostro diritto ricevere. Il ragazzo che è salito sul treno con la prenotazione del posto - io ero seduta ma non prenotata, visto che il mio era un ripiego - non osava dire 'scusi quel posto è mio', pensando di essersi sbagliato o cosa.
  • io continuo la mia personalissima battaglia per accettarmi per quel che sono (fisicamente, dico), e prendere coscienza delle possibilità probabilmente negate. faticoso, a volte.
  • sì, è ora di ferie

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