Passa ai contenuti principali

cosa succede in città

Ordunque.
Ho passato la notte a sognare di incastri treni-bus-aerei et similia per arrivare in tempo a una festa (che ci sarà in effetti) e per tornare indietro, a festa finita. Non so, si vede che non mi bastano gli incastri giornalieri , quelli della vita cosciente. Ah, sì, nel sogno sono arrivata in tempo. E sì, mi sono divertita molto.

Ho trovato il modo di aggiungere un piano alla mia libreria senza dare l'impressione di aver raffazzonato una soluzione per dare un argine al flusso incontrollato di volumi.
Ho deciso che nella mia futura casa - libreria - spazio (che a quanto pare è più vicina del previsto) avrò un intero scaffale, reparto o simili dedicato ai giardini e ai fiori. Con volumi illustrati. Con fotografie e disegni. Perchè leggere Paolo Pejrone mi ha aperto un mondo.
Sul serio.

Non riesco più ad andare in giro senza guardare le piante che popolano il paesaggio che mi circonda. E noto incongruenze quasi ridicole (cosa ci fa una conifera di fianco a un oleandro???) mentre sono soddisfatta, per esempio, dell'arredamento floreale delle rotonde direzione mare, che prevedono quasi sempre lavanda + olivo, variamente disposti. Mi pare che almeno in questo ci sia un minimo di logica.
Tra le cose decise per la mia futura casa c'è anche una bella grande e importante cartina geografica, mappamondo o roba del genere. Perchè viaggiare, prima con la mente e poi per davvero, è la cosa che mi rilassa e mi accende di più.

Tra le altre cose sparse accadute in questi giorni, hanno accettato la mia richiesta: ora devo solo organizzarmi per passare una settimana intera in tenda (soprattutto per il problema 'dormire in terra'. Credo che un sano materassino risolverà abilmente).
Abbiamo appena cominciato, ma credo continueremo (io e i miei compagni di viaggio): la buona abitudine da lunedì scorso, finora sempre rispettata, è quella di camminare un'ora al giorno al crepuscolo di buon passo. Altra buona abitudine, quella della consapevolezza. Ho chiuso un ciclo e ne ho preso atto.

Mi sembra che questa settimana sia fatta da tre sabato, finora... chissà quanti ce ne saranno, quando arriverò davvero a sabato!

Commenti

Post popolari in questo blog

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…

torino, mia bella

Tre giorni a Torino. Tre giorni di schizofrenia, a pensare 'voglio fortissimamente tornare a vivere qui' 'non voglio assolutamente vivere qui' in una alternanza degna di una altalena molto performante.
Tre giorni in cui mi sono accorta che per Carlo ci sarebbero molti più stimoli che in provincia, ma che mancherebbero molte altre cose che in provincia invece ci sono.
E insomma, sono passati 24 anni ma ancora non ho trovato la sintesi che mi fa dire 'meglio qui o meglio lì'. La sola risposta possibile, ancora, oggi, è 'non è meglio o peggio, è diverso'.

Solo che questo diverso, a volte, mi sembra un treno che è passato e sul quale non sono riuscita a salire.

Le cose belle del weekend sono decisamente molte:
i parenti sudafricani, con i quali si è spalancato un mondo dove il mondo è tutto vicino a casa; il festival 'Metti in piazza la cultura 2017', dove Carlo si è trovato vicino a un Carlo e a un Pietro nel realizzare gli esperimenti scientifici (…