#quellavoltache*


Non è stata una volta sola, come tutte, come tutti. Ce ne sono tre che ricordo meglio delle altre.

  • La prima è stata a 12 anni, ed è stata #quellavoltache ho subito maggiormente il trauma. Perché ero in vacanza, perché di quell'adulto mi fidavo, perché era parte di un contesto protetto (della bocciofila dove mio nonno passava la giornata, in vacanza, e dove tutti passavamo almeno qualche ora). Dovevo andare dalla bocciofila alla casa della mia amica, oltre la pineta, era sera e questo signore mi ha accompagnata un pezzo. Mi ha palpeggiata: avevo già il seno (era dai 10 anni che si era sviluppata quella parte della mia anatomia); ha tentato di baciarmi. Io mi sono spaventata moltissimo ma non sarei riuscita a scappare, ero impietrita, lui mi ha chiesto di non dirlo a nessuno. Il giorno dopo non volevo entrare in bocciofila, mia madre mi ha chiesto e io le ho raccontato tutto (piangendo): non mi hanno più lasciata entrare in quel posto da sola, e dopo pochi giorni è finita la stagione e siamo tornati a casa. L'anno successivo quel signore non c'era più.
  • Nello stesso periodo, alle medie, girava voce del molestatore davanti al prato che attraversavo per tornare da scuola: l'ho visto una volta sola, che si masturbava, da lontano. Mi sembrava più malato che pericoloso.
  • Un'altra volta, avrò avuto 23 anni, il molestatore sul bus: è stata la sola e unica volta che ho messo la gonna a pieghe per andare in università. Come per molte altre, questo tizio mi si è pesantemente appoggiato addosso. Ci siamo accorti del fatto io, e un ragazzo di colore: quando mi sono brutalmente scansata e ho alzato la voce chiedendo 'ma cosa sta facendo? ma come si permette?', il tizio è sceso dal bus lanciando insulti e improperi destinati a me e a quel ragazzo di colore (sua unica responsabilità, essere presente sul bus verso piazza Vittorio). Un po' di persone mi hanno tranquillizzata e rincuorata dopo (o forse è stata una signora sola, ma mi ricordo di aver avuto la sensazione di essere spalleggiata, e non abbandonata a me stessa). Comunque, il molestatore ha vinto perchè non ho mai più indossato gonne a pieghe.

Sono stata fortunata. Vorrei che si potesse continuare a raccontare, senza nascondersi, senza vergognarsi, senza essere attaccati.

 *Nota (copiata pari pari da https://ufficioreclami2.wordpress.com): questo post fa parte di una reazione collettiva da parte di donne che hanno assistito al victim blaming messo in atto nei confronti di tutte le attrici molestate o violentate da Harvey Wenstein. 

Commenti

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

Inizio di ottobre, chiusura di un ciclo